Colophon
Che cosa vuol dire, qui, «verificato». E che cosa succede quando non lo è.
Indice
Il metodo
Le pagine di questo sito ricostruiscono il metodo di una figura storica della pubblicità partendo dai documenti che ha lasciato, e distinguono esplicitamente ciò che è documentato da ciò che circola e basta.
La differenza non è teorica. Su questi nomi la quasi totalità di quello che si legge in italiano è ricopiata da altri riassunti: cifre che variano di tre ordini di grandezza da una pagina all'altra, frasi attribuite alla persona sbagliata, campagne assegnate a chi non le ha firmate. Quando una pagina qui riporta un numero, quel numero ha un documento dietro. Quando il documento non c'è, la pagina lo dice e il numero non compare.
I gradi di fonte
Il segno accanto a un'affermazione indica che è tracciata. Due gradi, e nient'altro:
- T1 — fonte primaria
- Quello che l'autore ha scritto o firmato: libri, lettere, memo, newsletter, annunci originali. Comprende anche i documenti pubblici che lo riguardano direttamente — atti giudiziari, necrologi di testata, registri d'archivio.
- T2 — fonte secondaria documentata
- Biografie, monografie, ricostruzioni firmate che a loro volta indicano da dove prendono quello che dicono.
Non esiste un grado T3. Post sui social, riassunti generati da un modello linguistico, caroselli di Google e blog senza riferimenti non entrano in pagina come fatti. Possono entrarci come oggetto della sezione critica — cioè come informazione da correggere.
Quando una pagina va online
Ogni pagina ha uno stato: bozza, revisione,
pubblicato. Le prime due esistono solo in sviluppo e nelle anteprime: non
esistono in produzione, non entrano in sitemap, non entrano nei feed, non sono indicizzate
dalla ricerca interna.
Il passaggio a pubblicato non è una decisione editoriale che qualcuno può
dimenticare di applicare: è un controllo automatico. Finché il testo contiene anche un solo
punto di verifica ancora aperto, la costruzione del sito si interrompe con un errore e il
deploy non parte. È il vincolo attorno a cui è stata scelta l'intera piattaforma.
Correzioni
Le segnalazioni con una fonte vengono recepite. Le segnalazioni senza fonte non vengono recepite, per lo stesso motivo per cui non lo sono le fonti circolanti: sarebbe incoerente.
Scrivere a redazione@archiviocopy.com, indicando la pagina, il passaggio e il documento su cui poggia la correzione. Quando una correzione entra in pagina, cambia la data di ultimo aggiornamento in fondo alla pagina stessa.
Immagini e citazioni
Gli annunci storici sono coperti da copyright. L'articolo 70 della legge italiana sul diritto d'autore consente riassunto, citazione o riproduzione di brani o parti di opera a fini di critica o discussione; un annuncio riprodotto per intero non rientra facilmente in «parte».
Per questo il sito parte senza riproduzioni di annunci, con un'identità visiva propria. Le opere in pubblico dominio fanno eccezione e vengono citate liberamente. Le lettere, le newsletter e i memo ancora protetti sono resi per contenuto, con citazioni brevi fra virgolette e il link all'archivio originale. I ritratti, quando ci sono, portano credito e licenza in didascalia.
Come è fatto il sito
Sito statico. Nessun JavaScript è necessario alla lettura: il testo, la scheda entità, i marcatori di fonte e le tabelle funzionano a script disattivati. Lo script serve in due soli punti — il bottone che copia i prompt e la ricerca — e in entrambi la sua assenza non toglie contenuto.
Le facce tipografiche sono ospitate su questo dominio, non su un CDN. Non ci sono risorse di terze parti, e la Content Security Policy non ne consente.
Dati e statistiche
Il sito non imposta cookie e non chiede consensi, perché non c'è niente da consentire. Le statistiche di traffico sono aggregate e non usano identificatori persistenti: non c'è modo, da qui, di riconoscere una persona fra una visita e l'altra.
La ricerca interna gira interamente nel browser: l'indice viene scaricato e interrogato in locale, e quello che si digita nel campo di ricerca non lascia la pagina.