Glossario
Cos'è la Unique Selling Proposition (USP)
La Unique Selling Proposition (USP) è il principio, messo per iscritto da Rosser Reeves nel 1961, secondo cui ogni annuncio deve proporre a…
Storia
La pubblicità digitale nasce il 27 ottobre 1994, quando sul sito HotWired compare il primo banner, per AT&T. All'inizio lo spazio online viene venduto come quello della carta stampata, a costo per mille visualizzazioni. Nel 1996 DoubleClick crea la prima rete pubblicitaria e introduce il tracciamento e la scelta dell'annuncio in tempo reale. Nel 1998 GoTo.com lancia la pubblicità sui motori di ricerca a pagamento, dove si paga solo per il clic; nel 2000 Google la adotta con AdWords. È il passaggio dal comprare spazio al comprare un risultato.
La pubblicità digitale nasce con una data precisa: il 27 ottobre 1994, quando sul sito HotWired, la versione online della rivista Wired, compare il primo banner, un rettangolo per AT&T con la frase «Hai mai cliccato qui con il mouse? Lo farai». Insieme ad AT&T comprano spazio altre undici marche, tra cui Volvo, IBM e Sprint. Da lì, in poco più di dieci anni, la pubblicità online passa da imitazione della carta stampata a un mezzo con logiche proprie.
All’inizio lo spazio online viene venduto come quello di un giornale: a costo per mille visualizzazioni, sito per sito. Nel 1996 DoubleClick cambia il modello: mette insieme lo spazio di molti siti e lo vende agli inserzionisti come un’unica rete, e introduce una tecnologia che sceglie quale annuncio mostrare a ogni visitatore e ne misura il rendimento in tempo reale. È qui che entra in uso su larga scala il tracciamento tramite cookie, che diventerà per vent’anni la base della pubblicità online e, più tardi, il centro delle discussioni sulla privacy.
Il salto successivo è del 1998, quando GoTo.com, fondata da Bill Gross, introduce la pubblicità sui motori di ricerca a pagamento: gli inserzionisti fanno un’offerta per comparire sui risultati di una parola cercata e pagano solo quando qualcuno clicca. Nel 2000 Google adotta lo stesso principio con AdWords, poi lo raffina con un sistema che tiene conto anche della pertinenza dell’annuncio. Il modello a pagamento per clic collega la spesa pubblicitaria a un’azione dell’utente, non a una semplice esposizione.
Il filo che unisce questi passaggi è lo spostamento dal comprare spazio al comprare un risultato: un clic, una vendita, un contatto. È lo stesso principio che Claude Hopkins applicava con il coupon a codice negli anni Venti, riportato però su un mezzo in cui la misura è immediata, automatica e su ogni singolo utente. La pubblicità digitale eredita da lì la mentalità del test; ne aggiunge la scala.
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