Salta al contenuto
ArchivioCopy

Glossario

Cos'è una headline

La headline è la frase che sta sopra o accanto a un annuncio pubblicitario, scritta per fare una cosa sola: convincere chi la legge a leggere anche il resto. David Ogilvy sosteneva che in media cinque volte più persone leggono la headline rispetto al corpo del testo. Scriverne una debole, diceva, significa aver già sprecato ottanta centesimi di ogni dollaro speso. Non è un titolo decorativo: è la parte dell'annuncio con il compito più difficile e la responsabilità più diretta sul risultato.

Pagina di rivista con l'articolo "100 Good Advertising Headlines — and why they were so profitable", un'antologia di headline storiche commentate una per una.

La definizione

La headline è la frase, quasi sempre una sola, posizionata per essere letta per prima in un annuncio pubblicitario. Il suo compito non è riassumere l’annuncio, né essere bella: è far proseguire la lettura. Una headline che informa correttamente ma non convince nessuno a leggere il resto ha fallito, indipendentemente da quanto sia elegante.

È la parte dell’annuncio su cui si concentra il lavoro più lungo, e non per caso: è anche quella con il rapporto più diretto fra qualità della scrittura e risultato misurabile.


Perché conta più di ogni altra riga

David Ogilvy lo mette per iscritto in Confessions of an Advertising Man: in media cinque volte più persone leggono la headline rispetto al corpo del testo. La conclusione che ne trae è operativa, non teorica: scrivere una headline debole equivale a sprecare l’ottanta per cento del budget pubblicitario, perché quattro lettori su cinque non arriveranno mai a leggere il resto.

È lo stesso principio che porta Ogilvy a rivedere ogni headline quattro o cinque volte prima di considerarla mostrabile a un cliente, e a provarne fino a venti versioni alternative per ogni annuncio prima di scegliere. È un processo raccontato nel dettaglio nella pagina dedicata a Ogilvy.


I tipi principali

Gli autori storici della pubblicità non usano un solo formato: lo scelgono in base a quanto il lettore sa già del proprio problema e della soluzione.

  • Beneficio diretto: dichiara subito cosa ottiene il lettore. Lo stile più vicino al metodo di Claude Hopkins, che insisteva per una “ragione” concreta dietro ogni promessa (il suo principio di reason why).
  • Notizia: presenta il prodotto o una sua caratteristica come informazione nuova. Funziona meglio quando il mercato non è ancora saturo di annunci simili.
  • Curiosità: apre un vuoto informativo che solo la lettura del resto dell’annuncio può colmare. È il registro su cui Gary Halbert costruiva gran parte delle sue lettere di vendita.
  • Interrogativa: pone una domanda diretta al lettore, spesso per farlo riconoscere in una situazione. Bill Bernbach e la scuola della rivoluzione creativa la usano spesso in forma ironica o autoironica.
  • Reason why: elenca esplicitamente le ragioni per cui il prodotto mantiene la promessa, invece di limitarsi ad affermarla. È il contributo più diretto di Claude Hopkins al mestiere.

Eugene Schwartz aggiunge un livello che precede la scelta del formato: prima di decidere il tipo di headline, va stabilito quanto il lettore sa già: i suoi cinque stati di consapevolezza, descritti nella pagina dedicata a Schwartz. Una headline di beneficio diretto funziona su un lettore che conosce già il problema; su un lettore che non sa nemmeno di averne uno, la stessa headline cade nel vuoto.


Due esempi

Rolls-Royce, 1958-59: «At 60 miles an hour the loudest noise in this new Rolls-Royce comes from the electric clock» (a sessanta miglia orarie, il rumore più forte in questa nuova Rolls-Royce viene dall’orologio elettrico). Una headline di beneficio indiretto: non dice “silenziosa”, lo dimostra con un fatto verificabile, senza un solo aggettivo.

Jesus Jeans, 1973: «Chi mi ama mi segua». Una headline costruita per attrito di registro, non per beneficio: prende in prestito l’autorità del linguaggio religioso e la sposta di peso nel contesto commerciale. Il dettaglio della campagna è nella pagina dedicata.


Cosa non è una headline

Si confonde spesso con due elementi:

L’occhiello: la riga breve, in caratteri più piccoli, che sta sopra la headline vera e propria. Dà un contesto prima del titolo, ma non ne fa le veci: se l’occhiello scomparisse, l’annuncio dovrebbe restare comprensibile.

Lo slogan: la frase che identifica un marchio nel tempo, ripetuta su più campagne ed esecuzioni diverse. Una headline nasce quasi sempre per un singolo annuncio; uno slogan sopravvive alla singola campagna che lo ha lanciato. Non sono mutuamente esclusivi: «Chi mi ama mi segua» ha funzionato prima come headline di un annuncio specifico, poi si è consolidato come slogan associato al marchio Jesus Jeans negli anni successivi.

Contenuti del mese

  • Campagna

    Think Small

    Nel 1959 la Doyle Dane Bernbach vince il conto Volkswagen e affida il Maggiolino a Julian Koenig e Helmut Krone, sotto la supervisione di B…

  • Glossario

    Cos'è la Big Idea in pubblicità

    La Big Idea è l'idea creativa centrale su cui si costruisce una campagna pubblicitaria: non l'esecuzione, non il singolo annuncio, ma il co…

  • Glossario

    Cos'è il Reason Why

    Il Reason Why è il principio secondo cui ogni affermazione in un annuncio deve poggiare su una ragione dichiarata, non su un'asserzione nud…

  • Libro

    Ogilvy on Advertising

    Ogilvy on Advertising (1983) è il libro con cui David Ogilvy riassume vent'anni in più di mestiere rispetto a Confessions of an Advertising…

  • Autore

    David Abbott

    David Abbott (Londra, 11 ottobre 1938 - 17 maggio 2014) è stato un copywriter e fondatore d'agenzia britannico, spesso descritto come il pi…

  • Autore

    Rosser Reeves

    Rosser Reeves (Virginia, 1910 – Chapel Hill, 1984) è stato un pubblicitario americano, presidente di Ted Bates & Company e inventore della…

  • Autore

    Raymond Rubicam

    Raymond Rubicam (Brooklyn, 1892 - Scottsdale, Arizona, 1978) è stato un copywriter e pubblicitario statunitense, cofondatore nel 1923 di Yo…

  • Autore

    David Ogilvy

    David Ogilvy (1911–1999) è stato un pubblicitario britannico, fondatore dell'agenzia Ogilvy & Mather e autore di Confessions of an Advertis…