The Copy Book
David Abbott · 1995
The Copy Book (1995) è l'antologia curata da Alistair Crompton per il D&AD britannico, in cui decine di copywriter di fama internazionale raccontano in prima persona il proprio metodo di scrittura, accanto a esempi dei loro annunci più riusciti. Non è un manuale con una sola voce: è una raccolta di saggi autobiografici, tra cui quello di David Abbott, l'unico contributore già presente su questo sito. Ristampato più volte fino all'edizione Taschen del 2022, con oltre cinquanta autori, resta un riferimento per chi scrive pubblicità. Esiste solo in inglese.
Indice:
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Apri o chiudi la scheda di The Copy Book
- Curatore
- Alistair Crompton
- Anno originale
- 1995
- Editore originale
- D&AD / RotoVision, poi Taschen (collana Bibliotheca Universalis)
- Contributori
- Da 32 nell'edizione originale a oltre 50 nelle edizioni più recenti, tra cui David Abbott
- Fama
- Considerato un riferimento classico per chi scrive pubblicità, più volte ristampato
Un’antologia, non un manuale
The Copy Book non ha un solo autore, ed è la prima cosa da chiarire per chi lo trova qui accanto al nome di David Abbott. Il volume è curato da Alistair Crompton per conto del D&AD, l’associazione britannica di design e direzione creativa, e pubblicato per la prima volta nel 1995 da RotoVision con una prefazione di Anthony Simonds-Gooding.
Invece di un metodo unico, il libro mette in fila decine di saggi brevi e autobiografici: ogni copywriter racconta come scrive, cosa lo guida, quali errori evita, accanto a una selezione dei propri annunci più riusciti. Il titolo, “How Some of the Best Advertising Writers in the World Write Their Advertising”, va letto alla lettera: non un solo metodo, tanti metodi messi a confronto.
Comparire qui accanto ad Abbott non significa che il libro sia opera sua: è l’unico dei contributori del volume ad avere già una pagina propria, e uno dei tanti saggi che lo compongono.
Cosa contiene
Ogni capitolo segue una struttura simile: qualche pagina di riflessione in prima persona, seguita da riproduzioni degli annunci a cui l’autore fa riferimento. Non è organizzato per tecnica o per epoca, ma per persona: il lettore passa da uno stile all’altro, da un mercato pubblicitario all’altro, capitolo dopo capitolo.
Tra i nomi raccolti nelle diverse edizioni figurano, oltre a David Abbott, copywriter come Lionel Hunt, Steve Hayden, Dan Wieden, Neil French, Mike Lescarbeau, Adrian Holmes e Barbara Nokes: una selezione che attraversa decenni e mercati pubblicitari diversi, dagli Stati Uniti al Regno Unito. È esattamente questa varietà di voci, più che una dottrina condivisa, il motivo per cui il libro resta citato come riferimento quasi trent’anni dopo la prima edizione.
Il saggio di David Abbott
Il contributo di Abbott è uno dei più citati del volume, ed è la fonte diretta di una delle sue frasi più riprese: le parole, per lui, sono al servizio dell’argomento, non il contrario. Non possiede un dizionario dei sinonimi, non fa cruciverba, preferisce un linguaggio semplice e familiare a un lessico ricercato. È lo stesso principio che la pagina dedicata ad Abbott documenta con la citazione completa, e che riassume bene il tono generale del libro: testimonianze pratiche di chi scrive per essere letto, non per essere ammirato.
Le edizioni: da 32 a oltre 50 copywriter
Il volume non è rimasto fermo al 1995. L’edizione originale, edita da RotoVision per il D&AD, ne raccoglieva trentadue. Le ristampe successive hanno progressivamente ampliato la selezione, fino alla riedizione Taschen, nella collana Bibliotheca Universalis, che porta il numero di contributori oltre i cinquanta e riporta il volume in un formato tascabile e a basso costo, coerente con il resto della collana.
Il numero dipende da quale edizione si ha davanti: non è un dato fisso nel tempo, quindi meglio controllarlo prima di citarne uno preciso.
Cosa esiste in italiano
The Copy Book
How Some of the Best Advertising Writers in the World Write Their Advertising
Nessuna edizione italiana risulta pubblicata: il volume circola solo in inglese, anche presso i rivenditori italiani.
Chi vuole leggerlo deve farlo in lingua originale. Non risultano, in nessuna delle edizioni successive al 1995, traduzioni italiane annunciate o pubblicate.
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