Salta al contenuto
ArchivioCopy

Think Different: il rilancio di Apple raccontato senza mostrare un prodotto

Apple · 1997-2002 · Lee Clow

Nel 1997 Steve Jobs torna in un'Apple in perdita e riporta il conto pubblicitario alla TBWA\Chiat\Day. La risposta è «Think Different»: uno spot corale intitolato «Here's to the Crazy Ones», letto da Richard Dreyfuss, e una serie di manifesti in bianco e nero con i ritratti di Einstein, Gandhi, Picasso, Dylan, Ali. Nessun computer, nessuna caratteristica di prodotto: solo il logo Apple e due parole. La campagna accompagna il ritorno dell'azienda e vince un Emmy nel 1998.

Apri o chiudi la scheda di Think Different
Cliente
Apple Computer
Agenzia
TBWA\Chiat\Day
Direttore creativo
Lee Clow
Concept
Craig Tanimoto (art director) e il team creativo dell'agenzia
Spot
«Here's to the Crazy Ones», voce di Richard Dreyfuss
Riconoscimenti
Emmy per il miglior spot televisivo (1998)

La campagna

Il contesto

Nel 1997 Steve Jobs rientra in un’Apple vicina al fallimento, con una gamma di prodotti confusa e i conti in rosso. Tra le prime decisioni c’è quella sulla pubblicità: revoca l’incarico all’agenzia in carica e riporta il conto alla TBWA\Chiat\Day, la stessa che nel 1984 aveva firmato lo spot “1984” per il lancio del Macintosh. Il lavoro è guidato dal direttore creativo Lee Clow.

L’idea

La campagna accosta Apple a personaggi del Novecento che hanno cambiato il proprio campo: Einstein, Gandhi, Picasso, Bob Dylan, Martin Luther King, Muhammad Ali, Amelia Earhart. Il concept visivo è attribuito a un giovane art director dell’agenzia, Craig Tanimoto; il testo dello spot, Here’s to the Crazy Ones, è accreditato soprattutto a Rob Siltanen e Ken Segall, con interventi di Jobs, e la sua paternità precisa è stata raccontata in modi diversi. Nessun annuncio della campagna mostra un computer o cita una caratteristica di prodotto: ci sono solo il ritratto, il logo Apple e la frase “Think different.”

L’esecuzione

Lo spot televisivo dura sessanta secondi, con immagini di archivio e la voce di Richard Dreyfuss; esiste anche una versione letta da Jobs, che non fu diffusa. I manifesti e le pagine stampa sono ritratti in bianco e nero a piena pagina. La campagna resta in uso fino al 2002 circa, quando lascia il posto alle campagne sui singoli prodotti.


Perché è importante

Think Different è una campagna costruita solo su valori di marca, senza prodotto, lanciata da un’azienda tecnologica in crisi: una scelta insolita, che rimette a fuoco l’identità di Apple prima che arrivino i prodotti nuovi, a partire dall’iMac del 1998. La scelta grammaticale, “different” usato come nome e non come avverbio, era deliberata e ha aiutato a far discutere della campagna.

Vale la pena essere cauti sul nesso con la ripresa dell’azienda. Think Different accompagna il ritorno di Apple all’utile, ma quel ritorno dipese anche dall’accordo con Microsoft, dal taglio della gamma e dai nuovi prodotti. La campagna fu una parte del rilancio, non la sua causa unica. Quello che resta come lezione è il metodo di Lee Clow: partire da un’idea sul senso della marca e tenerla ferma su ogni mezzo, invece di inseguire le caratteristiche del prodotto di turno.

Contenuti del mese

  • Campagna

    Think Small

    Nel 1959 la Doyle Dane Bernbach vince il conto Volkswagen e affida il Maggiolino a Julian Koenig e Helmut Krone, sotto la supervisione di B…

  • Glossario

    Cos'è la Big Idea in pubblicità

    La Big Idea è l'idea creativa centrale su cui si costruisce una campagna pubblicitaria: non l'esecuzione, non il singolo annuncio, ma il co…

  • Glossario

    Cos'è il Reason Why

    Il Reason Why è il principio secondo cui ogni affermazione in un annuncio deve poggiare su una ragione dichiarata, non su un'asserzione nud…

  • Glossario

    Cos'è una headline

    La headline è la frase che sta sopra o accanto a un annuncio pubblicitario, scritta per fare una cosa sola: convincere chi la legge a legge…

  • Libro

    Ogilvy on Advertising

    Ogilvy on Advertising (1983) è il libro con cui David Ogilvy riassume vent'anni in più di mestiere rispetto a Confessions of an Advertising…

  • Autore

    David Abbott

    David Abbott (Londra, 11 ottobre 1938 - 17 maggio 2014) è stato un copywriter e fondatore d'agenzia britannico, spesso descritto come il pi…

  • Autore

    Rosser Reeves

    Rosser Reeves (Virginia, 1910 – Chapel Hill, 1984) è stato un pubblicitario americano, presidente di Ted Bates & Company e inventore della…

  • Autore

    Raymond Rubicam

    Raymond Rubicam (Brooklyn, 1892 - Scottsdale, Arizona, 1978) è stato un copywriter e pubblicitario statunitense, cofondatore nel 1923 di Yo…

  • Autore

    David Ogilvy

    David Ogilvy (1911–1999) è stato un pubblicitario britannico, fondatore dell'agenzia Ogilvy & Mather e autore di Confessions of an Advertis…