Glossario
Cos'è la Unique Selling Proposition (USP)
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Otto leve che ricorrono nella pubblicità e nella vendita, spesso trattate come sinonimi anche quando non lo sono: proof e social proof, guarantee e risk reversal, scarcity e urgency. Raggruppate per famiglia, con la distinzione precisa tra i termini più confusi, e il collegamento alle sei leve della persuasione catalogate da Robert Cialdini in Influence (1984).
Le otto tecniche non sono tra loro equivalenti: alcune sono categorie ampie, altre sono strumenti specifici dentro quella categoria, e confonderle porta a usarle in modo impreciso. Sono raggruppate qui per famiglia, non elencate in ordine sparso.
Sei di queste otto leve si sovrappongono, in tutto o in parte, alle sei leve della persuasione catalogate da Robert Cialdini in Influence (1984): non è un caso, è la stessa materia guardata da due mestieri diversi, la psicologia sperimentale da un lato, la pratica pubblicitaria dall’altro.
La categoria più ampia: qualunque prova a sostegno di un’affermazione, un dato, un test indipendente, un premio di settore, un numero verificabile. È il fondamento su cui poggiano sia la social proof sia il testimonial, che ne sono due forme specifiche, non sinonimi.
Il principio per cui le persone guardano al comportamento degli altri per decidere cosa fare, soprattutto quando non sono sicure. È una delle leve catalogate da Cialdini: non è basata su un dato oggettivo sul prodotto, ma sul fatto che altre persone lo abbiano già scelto.
Uno strumento specifico per costruire social proof: le parole dirette di un cliente reale, raccontate in prima persona. Funziona meglio quando è specifico (racconta un risultato preciso, non un’impressione generica) e verificabile, non quando è generico al punto da poter essere attribuito a chiunque.
La promessa esplicita di rimediare se il prodotto non soddisfa: rimborso, sostituzione, estensione di garanzia. Riduce il rischio percepito dell’acquisto spostandolo, almeno in parte, da chi compra a chi vende.
La strategia più ampia di cui la guarantee è la forma più comune, ma non l’unica: qualunque mossa che sposti il rischio dell’acquisto dal compratore al venditore, inclusa una prova gratuita senza impegno o un reso senza costi. Il nome viene popolarizzato dal consulente Jay Abraham, ma la pratica compare in annunci americani già negli anni Venti e Trenta del Novecento: come per altre tecniche di questo tipo, il nome è recente, la pratica no.
La percezione che un prodotto sia più attraente quando la sua disponibilità è limitata: poche unità, un posto contato. È una delle sei leve catalogate da Cialdini.
Non la quantità, ma il tempo: una scadenza entro cui decidere. Si usano spesso insieme, ma sono due leve indipendenti: si può creare urgenza con una scadenza temporale su un prodotto disponibile in quantità illimitata, o scarsità reale senza dichiarare nessuna scadenza.
Anticipare nel testo il dubbio che tratterrebbe il lettore dall’agire, il prezzo, il tempo necessario, la paura di sbagliare, invece di aspettare che diventi un rifiuto. È al centro della scuola reason-why che nasce con John E. Kennedy e passa da Claude Hopkins fino a Rosser Reeves: dare una ragione prima che il lettore la chieda, non dopo.
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